Voltura utenze: quali sono i documenti che servono per farla?

da | Set 29, 2022 | Amministrare il condominio

Quando si prende in affitto un appartamento si acquista una nuova casa oppure la si eredita, uno dei passi più importanti da compiere consiste nel fare la voltura delle utenze, ossia nell’intestare a sé stessi i contratti di luce e gas, al fine di non incorrere in sanzioni dovute a inadempienza.

Si tratta di una pratica piuttosto semplice e veloce che, in alcuni casi, può persino essere eseguita comodamente online. Chi vuole risparmiare tempo e, oltre a ricevere informazioni su cosa serve per fare la voltura delle utenze, desidera ottenere anche un aiuto pratico, può rivolgersi a piattaforme specializzate nel disbrigo di questo tipo di pratiche, le quali potranno aiutare non solo a portare a termine la voltura, ma persino a individuare le tariffe più vantaggiose.

Sia che si decida di effettuare la voltura da soli, sia che la si deleghi a professionisti del settore, è necessario sapere quali documenti tenere a portata di mano.

Prima di scoprire quali siano i documenti necessari per portare a termine una richiesta di voltura, cerchiamo di capire qual è la differenza tra questa pratica e quella di subentro.

Quando ci si trasferisce in un nuovo appartamento, possono presentarsi due casi:

  • luce e gas sono attivi, ma intestati al proprietario o all’inquilino precedentemente;
  • le utenze sono state staccate.

Nel primo caso sarà necessario provvedere, il prima possibile, a cambiare l’intestatario dei contratti, effettuando, per l’appunto, una voltura.

Laddove invece le utenze non fossero più attive, sarebbe necessario farle riattivare e stipulare un nuovo contratto; in questo caso si parla di subentro.

I documenti richiesti per l’effettuazione delle due operazioni sono in linea di massima i medesimi.

I documenti richiesti per fare la voltura delle utenze non cambiano da un fornitore all’altro, dunque, indipendentemente dall’azienda fornitrice di luce e gas, si dovranno tenere a portata di mano:

  • l’ultima bolletta intestata al precedente proprietario o inquilino;
  • la tessera sanitaria;
  • la carta d’identità;
  • l’attestato di legittimità.

Vediamo nel dettaglio le singole voci per capire meglio a cosa serve ogni documento e quali sono i dati richiesti per portare a termine la voltura.

Il primo documento che bisogna avere a disposizione per effettuare il cambio d’intestatario delle utenze è l’ultima bolletta recapitata all’inquilino o proprietario precedente.

Il primo dato utile è il codice del contatore, ossia:

  • il POD, per la corrente elettrica;
  • il PDR, per il gas.

Si tratta in entrambi i casi di codici composti da 14 caratteri alfanumerici che identificano i contatori in modo univoco. Oltre che sulle bollette, questi codici sono generalmente presenti anche sui contatori stessi; alcuni modelli elettronici permettono ad esempio di visualizzarli sul display, semplicemente premendo il pulsante.

Oltre al codice, sulla bolletta è possibile trovare anche i dati dell’intestatario precedente e, nel caso dell’energia elettrica, la potenza del contatore.

Perché mai si dovrebbe tenere a portata di mano la tessera sanitaria per effettuare la voltura delle utenze? Semplice: perché sulla tessera è riportato il codice fiscale! Questo dato può anche essere calcolato in pochi istanti utilizzando una delle numerose applicazioni online.

  • L’identità del soggetto

La carta d’identità è un documento che risulta sempre indispensabile quando si procede alla sottoscrizione di un contratto. Oltre a indicare, sulla domanda di voltura, il numero identificativo del documento, sarà necessario allegarne una copia.

L’attestato di legittimità permette di dimostrare a quale titolo e con quale diritto viene richiesta l’intestazione dell’utenza a proprio nome. Si può trattare, a seconda dei casi, di un contratto di acquisto, affitto o usufrutto, nonché di un’autocertificazione.

Redazione

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