Non è indispensabile indicare in situazione patrimoniale gli importi dei fondi incassati per ogni singolo condomino

da | Set 8, 2022 | Amministrare il condominio, Amministratore, Assemblea, Cassazione, Sentenze

Cassazione Civile Sezione 2 Ordinanza.  Num. 25900 pubblicata: 02/09/2022

La Suprema Corte nel respingere  il ricorso di una condomina avverso alla sentenza della Corte d’Appello di Cagliari che aveva respinto la richiesta di annullamento di una delibera che prevedeva l’approvazione del rendiconto e della relativa situazione patrimoniale in quanto quest’ultima non conteneva il dettaglio per ogni singolo condomino della propria quota del fondo condominiale che veniva portato in compensazione delle spese.

Il rendiconto deve essere intellegibile

I Giudici hanno evidenziato come” la delibera con cui si approva la situazione patrimoniale del condominio ad una data scadenza deve esporre la situazione delle entrate e delle uscite con i relativi residui attivi o passivi in modo chiaro ed intellegibile. In particolare, la contabilità predisposta dall’amministratore ed approvata dall’assemblea deve essere idonea a fornire la prova, attraverso i corrispondenti documenti giustificativi, della qualità e quantità dei frutti percetti e delle somme incassate, dell’entità e causale degli esborsi fatti e di tutti gli elementi di fatto che consentano di individuare e vagliare le modalità con cui l’incarico è stato eseguito e di stabilire se l’operato di chi rende il conto sia adeguato a criteri di buona amministrazione (Cass. 10844/2020; Cass. 1405/2007; Cass. 9099/2000; Cass. 3747/1994).

Non è necessario il rigore contabile delle società

E’ – tuttavia- orientamento costante di questa Corte (nel regime del condominio, anteriore alle modifiche adottate con L. 220/2012) che non è necessario, per la validità dell’approvazione del consuntivo, che la relativa contabilità sia tenuta dall’amministratore con il medesimo rigore richiesto per i bilanci delle società, essendo sufficiente che essa sia idonea a rendere intellegibile ai condomini le voci di entrata e di spesa, con le quote di ripartizione; né si richiede che queste voci siano trascritte nel verbale assembleare, ovvero siano oggetto di analitico dibattito ed esame alla stregua della documentazione giustificativa: rientra nei poteri dell’organo deliberativo la facoltà di procedere sinteticamente all’approvazione, prestando fede ai dati forniti Corte di Cassazione – copia non ufficiale 5 di 11 dall’amministratore alla stregua della documentazione giustificativa.

La mancata indicazione delle singole quote non pregiudica l’intellegibilità

Ciò posto, pertiene al giudizio di fatto, insindacabile in cassazione, la conclusione cui è pervenuto il giudice distrettuale, secondo cui la mancata indicazione dell’esatto ammontare dei residui attivi di spettanza dei singoli non aveva pregiudicato l’intellegibilità del rendiconto, essendo possibile determinare tali importi sulla base del contenuto della delibera e con un mero calcolo matematico.

Verifaca possibile in sede di compensazione

In tale situazione non occorreva l’espressione in cifre delle somme spettanti a ciascun comproprietario a pena di annullabilità della delibera, essendo possibile stabilirne l’entità e procedere alle opportune verifiche sulla correttezza della successiva compensazione con le quote condominiali.”

Umberto Anitori

Esperto nell’amministrazione di condomini, professione che svolge in Viterbo e a Roma da 40 anni. E’ docente incaricato nei corsi di formazione delle primarie associazioni di categoria e per gli enti di formazione. Consulente immobiliare per numerose aziende di primaria importanza. Già segretario nazionale dell’ANACI ha al suo attivo numerose pubblicazioni che riguardano la materia dei condomini e la loro amministrazione oltre alla partecipazione a programmi televisivi di approfondimento nelle reti Rai e Mediaset. Svolge oggi il ruolo di capo redattore della testata condominio.it coadiuvato da uno staff di legali, tecnici ed esperti del settore.