Acqua risorsa sempre più rara

da | Ago 31, 2022 | Amministrare il condominio, Curiosità, Leggi Speciali

I condomini possono contribuire a contenerne il consumo

In questa torrida estate 2022 il problema acqua è venuto o meglio tornato prepotentemente alla ribalta ed attraverso la televisione è entrato nelle nostre case e nelle nostre menti. A ciò avrebbe dovuto corrispondere un immediato risparmio nei consumi, niente di tutto questo, tutti abbiamo continuato ad utilizzare gli stessi quantitativi di acqua.

Riscaldamento della terra

Visto il riscaldamento del nostro pianeta è certo che quello dell’acqua sarà il problema mondiale dei prossimi dieci anni,  tutti conosciamo l’importanza dell’acqua per la nostra vita , nessuno fa nulla per risparmiala.

Veniamo alla situazione attuale l’Europa e l’Italia in particolare, tranne rarissime zone che costituiscono  l’eccezione, sono particolarmente ricche di acqua nel sottosuolo, purtroppo senza un adeguato piano di sviluppo urbanistico ambientale stiamo depauperando un patrimonio dal valore incommensurabile. In effetti il continuo aumento delle superfici cementificate o asfaltate non consente di mantenere costante il livello delle acque del sottosuolo. Pur non essendo diminuita la quantità di acqua meteorica che giunge sulla terra, quella che riesce a raggiungere i giacimenti nel sottosuolo diminuisce ogni anno, basti pensare che in Italia la superficie con destinazione agro-alimentare è scesa dai 30 milioni di ettari del dopoguerra ai 18 milioni del 2015 con un decremento annuo che supera i 160.000 ettari  degli ultimi anni. Tutto ciò comporta che in occasione delle precipitazioni l’acqua piovana giunge al mare in brevissimo tempo, causando spesso nel suo percorso inondazioni e danni, mentre prima penetrava nel terreno ed andava ad alimentare le falde sotterranee, raggiungendo il mare solo dopo giorni o addirittura mesi.

Suolo cementificato

Un studio della Bocconi ha verificato come oltre la metà della superficie della pianura padana sia cementificata, facile comprendere il dissesto idrogeologico che ne deriva.

In Italia ancora non si è presa coscienza del problema infatti a Roma un cittadino consuma mediamente 293 litri di acqua al giorno contro i 180 dell’ abitante di Zurigo, i 129 di chi abita a Berlino ed i 127 dei cittadini di Bruxelles. Di contro l’acqua ancora costa poco se costasse di più se ne farebbe un uso più corretto, infatti a Forlì dove costa 1,29 euro al metro cubo il consumo pro-capite giornaliero è di 130 litri mentre a lecco dove costa 49 centesimi il consumo giornaliero è di 226 litri.

Possibili rimedi

Tutto ciò ci fa affermare che si dovrà correre ai ripari in tempi molto stetti per evitare di avere bruschi cambiamenti nelle nostre abitudini, e gli interventi possono essere indirizzati in tre direzioni:

  • prima miglioramento della rete di distribuzione delle acque , che ancora oggi disperde un grande percentuale dell’acqua prelevata,
  •  seconda riduzione dei consumi,
  •  terza utilizzazione dell’acqua per più servizi.

Per quanto riguarda il primo tipo di interventi le pubbliche amministrazioni dovranno programmare il rifacimento di quasi tutte le reti di distribuzione, nelle more di questi interventi di fronte alla mancanza di acqua, per contenerne i consumi saranno costrette ad alzare il costo. Di qui la necessità per i privati di muoversi nelle altre due direzioni: risparmio e riutilizzo.

Rubinetti con fotocellula

E’ verosimile pensare che i rubinetti delle nostre case in futuro saranno tutti dotati di fotocellula per impedire lo scorrimento dell’acqua mentre ci si fa la barba o mentre ci si asciugano i capelli, credo però che il grosso risparmio possa essere ottenuto con la riutilizzazione dell’acqua ed in questo caso dovremmo prevedere degli impianti condominiali che consentano di raccogliere l’acqua utilizzata per lavarsi filtrarla ed immetterla in una conduttura che vada ad alimentare gli sciacquoni dei bagni e magari anche il rubinetto sul terrazzo per innaffiare i vasi o meglio ancora i giardini o per lavare le scale o le auto e tutti quegli usi che non necessitano di acqua potabile.

Acque chiare ed acque sporche

La vecchia separazione delle acque chiare da quelle putride, debitamente adeguata, potrebbe tornare utile.  Il Condominio ancora una volta costituisce la prima cellula del vivere civile di una popolazione, il difficile compito di guidarlo non può essere lasciato ad un, seppure volonteroso, improvvisatore, c’è assoluto bisogno di un professionista preparato che garantisca che in quel condominio vengano rispettate le regole di convivenza a tutela degli interessi di tutta la comunità cittadina e quindi anche nazionale e mondiale nel caso dell’acqua.

Riutilizzo acqua sporca

Che bello sarebbe poi se le acque chiare  eccedenti da ogni condominio fossero incanalate in una rete comunale per essere utilizzate per innaffiamento o per il lavaggio delle strade o convogliate  negli impianti di raffreddamento e di lì riutilizzate per altri servizi di pubblica utilità. Può sembrare un discorso molto futuribile ma credo invece sia di una attualità incredibile in quanto in questo scenario dobbiamo anche inserire il prossimo avvento dei motori ad idrogeno per le auto  che comporterà una ulteriore necessità di acqua, magari riciclata con le dovute precauzioni

Umberto Anitori

Esperto nell’amministrazione di condomini, professione che svolge in Viterbo e a Roma da 40 anni. E’ docente incaricato nei corsi di formazione delle primarie associazioni di categoria e per gli enti di formazione. Consulente immobiliare per numerose aziende di primaria importanza. Già segretario nazionale dell’ANACI ha al suo attivo numerose pubblicazioni che riguardano la materia dei condomini e la loro amministrazione oltre alla partecipazione a programmi televisivi di approfondimento nelle reti Rai e Mediaset. Svolge oggi il ruolo di capo redattore della testata condominio.it coadiuvato da uno staff di legali, tecnici ed esperti del settore.