Anche chi non usa l’ascensore deve pagare le spese per il ripristino dell’impianto

da | Ago 18, 2022 | Amministrare il condominio, Amministratore, Cassazione, Sentenze

Ad integrazione della sentenza pubblicata integralmente sul ns sito il 30/12/2011 evidenziamo come la Corte ha respinto il ricorso avverso ad una sentenza della corte d’Appello di Brescia che aveva confermato la delibera che impone ai proprietari di locali commerciali di contribuire alle spese di ascensore 

Cassazione Civile II sezione sentenza 28679 del 23/12/2011

Anche chi non usa mai l’ascensore può essere costretto a pagare le spese necessarie ai lavori per il ripristino dell’impianto inagibile nonostante abiti al piano terra o sia soltanto proprietario di un negozio: infatti,il regolamento condominiale può derogare ai criteri di riparto del codice civile e le somme dovute per riportare in funzione l’ascensore bloccato dalle autorità per motivi di sicurezza non rientrano fra gli esborsi riconducibili al mero esercizio dell’asensore È quanto emerge dalla sentenza 28679/11, pubblicata il 23 dicembre 2011 dalla seconda sezione civile della Cassazione a conferma dell’orientamento già più volte espresso

Confermata la sentenza della Corte d’Appello

La Corte infatti chiarisce come “nella sentenza impugnata sono evidenziati i punti salienti della decisione e risulta chiaramente individuabile la “ratio decidendi” adottata. A fronte delle coerenti argomentazioni poste a base della conclusione cui è pervenuto il giudice di appello, è evidente che le censure in proposito mosse dal ricorrente devono ritenersi rivolte non alla base del convincimento del giudice, ma inammissibilmente, al convincimento stesso e, cioè, all’interpretazione delle norme del regolamento in questione; il G. contrappone all’interpretazione ritenuta dalla corte di merito la propria interpretazione investendo essenzialmente il “risultato” interpretativo raggiunto, il che è inammissibile in questa sede. Parimenti corretta ed adeguata è la motivazione della parte della sentenza impugnata concernente la riconosciuta natura straordinaria delle opere e degli interventi in questione nel dettaglio descritti in quanto relativi “alla struttura ed alla funzionalità” degli ascensori, non periodici e resi necessari oltre che “per la rinnovazione e la sostituzione di importanti parti strutturali dell’impianto”, anche perché con riferimento al detto impianto “l’autorità di controllo ne aveva imposto il fermo nei due mesi precedenti per carenza di conformità tecnica del medesimo alle norme di legge”

Manutenzione straordinaria

Al riguardo è appena il caso di rilevare che gli interventi di adeguamento dell’ascensore alla normativa CEE, essendo diretti al conseguimento di obiettivi di sicurezza della vita umana e incolumità delle persone, onde proteggere efficacemente gli utenti e i terzi, attengono non al solo uso e godimento, ma all’aspetto funzionale dello stesso ed alla sua utile “conservazione” nella sua unità strutturale, ossia all’impianto come tale: le relative spese, quindi, vanno inserite tra quelle concernenti “la manutenzione straordinaria non potendo rientrare tra quelle connesse al mero “esercizio” e alla “manutenzione ordinaria”.

IL regolamento di condominio può derogare il codice

La motivazione sul punto, sia pur sintetica, è pertanto congrua e completa con puntuale richiamo delle risultanze processuali: è chiaro il fondamento della decisione impugnata che è il frutto essenzialmente di un insindacabile accertamento di merito che si sottrae al controllo di legittimità in quanto sorretto da esatti criteri normativi ed adeguatamente motivato.”

Umberto Anitori

Esperto nell’amministrazione di condomini, professione che svolge in Viterbo e a Roma da 40 anni. E’ docente incaricato nei corsi di formazione delle primarie associazioni di categoria e per gli enti di formazione. Consulente immobiliare per numerose aziende di primaria importanza. Già segretario nazionale dell’ANACI ha al suo attivo numerose pubblicazioni che riguardano la materia dei condomini e la loro amministrazione oltre alla partecipazione a programmi televisivi di approfondimento nelle reti Rai e Mediaset. Svolge oggi il ruolo di capo redattore della testata condominio.it coadiuvato da uno staff di legali, tecnici ed esperti del settore.