Il Permesso di costruire può essere impugnato a due mesi dall’affissione del cartello di cantiere

da | Mar 28, 2022 | Immobiliare e... Dintorni

Il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. n. 380/01) rende obbligatoria l’esibizione del cartello contenente tutte le notizie relative all’attività edilizia

Se avete dubbi sulla legittimità di un’opera edilizia che stanno realizzando nei pressi della vostra proprietà, leggete con attenzione il cartello di cantiere. E se non viene esposto il cartello la norma vigente (e la copiosa giurisprudenza) mette in discussione la validità del permesso di costruire, considerato che se il vicino vuole impugnare un titolo edilizio, rilasciato in favore del soggetto confinante, lo deve fare entro 60 giorni.

Si, ma da quando decorrono questi 60 giorni? Il TAR Napoli n. 19 del 3.1.2022 ha trattato questa vicenda, con dovizia di particolari, offrendo interessanti spunti sia per chi voglia contestare il titolo edilizio sia per chi, ottenuto un Permesso di Costruire, voglia valutare quando tale atto possa considerarsi “consolidato” .

La normativa e la sentenza del TAR

Il Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. n. 380/01) rende obbligatoria l’esibizione, presso il cantiere, del cartello contenente tutte le notizie relative all’attività edilizia. Il cartello deve essere ben visibile dall’inizio dei lavori fino alla loro conclusione.

Infatti l’Art. 20, comma 6, del TUEd recita testualmente: “Gli estremi del permesso di costruire sono indicati nel cartello esposto presso il cantiere, secondo le modalità stabilite dal regolamento edilizio”. E l’Art. 27, comma 4, stabilisce che: “Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all’autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti”.

Addirittura, tale violazione può essere penalmente rilevante, ai sensi dell’art. 44 del TUEd.

Venendo al caso deciso dal TAR Napoli si può affermare che aver dimostrato che il cartello di cantiere è stato correttamente esposto in cantiere, ha reso il titolare del Permesso di Costruire – impugnato nella causa da chi ne pretendeva l’annullamento – sereno nel suo diritto. Infatti depositare in giudizio la prova fotografica del fatto che il cartello di cantiere sia stato esposto, ben visibile, all’entrata del cantiere e, quindi, ben visibile al pubblico, sin dall’avvio dei lavori, ha reso la vicenda totalmente a favore del costruttore/realizzatore dell’opera edilizia.

Secondo la sentenza in rassegna, tutti i passanti – e a maggior ragione i vicini di casa – erano ben a conoscenza sin da quel momento dell’opera che stava per essere realizzata: ed infatti, il cartello recava l’indicazione degli estremi del Permesso di Costruire, la tipologia dei lavori assentiti e, soprattutto, la riproduzione grafica dell’erigendo fabbricato in tutta la sua definitiva consistenza planovolumetrica.

Tanto bastava a far scattare il termine di 60 giorni per impugnare il Permesso di costruire.

Alcune considerazioni.

La giurisprudenza distingue i casi in cui il titolo edilizio è illegittimo ex se, perché non poteva in assoluto essere rilasciato (si pensi ai vincoli di inedificabilità assoluta, oppure ai titoli rilasciati in violazione delle distanze minime), da quelli in cui è la consistenza finale dell’immobile a palesare vizi di legittimità.

In quest’ultimo caso, ben può il cartello di cantiere rendere evidenti sin da subito i vizi di legittimità dell’opera a farsi: basti pensare a quanto, negli ultimi tempi, si sia soliti inserire una cd. “renderizzazione” nel cartello, così da esibire (anche in ottica pubblicitaria) il risultato finale dell’opera.

Se, invece, dal punto di vista del costruttore, l’obiettivo è garantirsi il più celermente possibile il “consolidamento” del titolo (ossia la sua inoppugnabilità), l’indicazione è chiaramente quella di adoperare “cartelli di cantiere” quanto più visibili e descrittivi possibile.

Redazione

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