Vietato il condizionatore esterno

da | Feb 24, 2022 | Amministrare il condominio, News, Sentenze, Tribunale

Il condizionatore sul terrazzo altera il decoro architettonico

Il tribunale di Udine con  Sentenza n°107 del 31-01-2022 ha sentenziato che installare un condizionatore seppure sulla propria terrazza costituisce alterazione  del decoro architettonico dell’edificio ed ha ulteriormente affermato l’obbligo di dare notizia all’amministratore di qualsiasi opera venga eseguita all’interno della propria unità immobiliare.

Infatti:”L’art. 1122 c.c. chiarisce espressamente che il condomino debba dare preventivamente notizia all’amministratore di eventuali esecuzioni di opere, il quale ne riferisce all’assemblea. Si tratta, dunque, di un vero e proprio obbligo a cui è tenuto “in ogni caso” chiunque effettui lavori, anche se all’interno del proprio appartamento. 

Nonostante, come detto, prima di procedere, sia di norma sufficiente provvedere alla semplice comunicazione all’amministrazione, è comunque necessario verificare se il regolamento condominiale contiene particolari restrizioni o ulteriori prescrizioni in merito all’installazione dei condizionatori. Parte convenuta non solo non ha informato l’amministratore ma non ha tenuto conto, e quindi in violazione, di quanto stabilito espressamente dal regolamento di condominio.

Alterando di conseguenza il decoro architettonico del condominio stesso. In particolare, con la locuzione “decoro architettonico” si intende l’estetica dell’edificio, data dall’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia, contribuendo a conferirgli una specifica identità   Il decoro architettonico, dunque, non è un concetto che emerge soltanto in relazione a edifici di particolare pregio artistico, poiché sono sufficienti anche lince semplici a delineare il decoro architettonico di un qualunque stabile.  

Secondo la Cassazione (cfr. ord. 28465/2019), il decoro architettonico, che caratterizzi la fisionomia dell’edificio condominiale, è un bene comune, ai sensi dell’art. 1117 c.c., il cui mantenimento è tutelato a prescindere dalla validità estetica assoluta delle modifiche che si intendono apportare.   Nello stesso senso si è espressa di recente la giurisprudenza di legittimità ribadendo il principio in base al quale “costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, come tale vietata, non solo quella che ne alteri le linee architettoniche, ma anche quella che comunque si rifletta negativamente sull’aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio” (cfr. Cass. Sez. 2, ordinanza n. 18928 del 11/09/2020).  

Rientrano tra le innovazioni vietate, comportanti alterazione delle strutture proprie di parti comuni dell’edificio, quelle che violano il decoro architettonico di cui all’art. 1120, co. 2, c.c., con una apprezzabile alterazione delle linee e delle strutture fondamentali dell’edificio o anche di singole parti o elementi dotati di sostanziale autonomia e della conseguenziale diminuzione del valore dell’intero edificio e, quindi, anche di ciascuna delle unità immobiliari che lo compongono (Cass. civ., Sez. II,25/01/2010, n. 1286), mentre non occorre che il fabbricato, il cui decoro architettonico sia stato alterato dall’innovazione abbia un particolare pregio artistico, né rileva che tale decoro sia stato già gravemente ed evidentemente compromesso da precedenti interventi sull’immobile, ma è sufficiente che vengano alterate, in modo visibile e significativo, la particolare struttura e la complessiva armonia che conferiscono al fabbricato una propria specifica identità (Cass. civ., Sez. II, 19/06/2009, n. 14455).

A tale proposito è opinione consolidata che, legittimamente le norme di un regolamento di condominio aventi natura contrattuale, come nel nostro caso, possono dare del concetto di decoro architettonico una definizione più rigorosa (Cass. civ., Sez. II,23/05/2012, n. 8174).  3) – La domanda attorea è fondata.  Chiarito il quadro di riferimento normativo e giurisprudenziale applicabile al caso di specie e tenuto conto degli elementi di fatto sopra riassunti e accertati in atti, rileva questo Giudice che, da un lato, tenuto conto dell’evoluzione della tecnica e del costume, con conseguente diffusione generalizzata di sistemi di areazione e refrigeramento forzati, è consentito al singolo condomino, al fine di una piena utilizzazione della propria unità immobiliare, la realizzazione di un impianto di condizionamento nel proprio appartamento, ma, dall’altro che l’esigenza di refrigerazione delle unità immobiliari private poste in complessi condominiali, deve essere contemperata con il diritto di tutti i condomini a non vedere danneggiato il decoro e l’estetica dello stabile ed il contemperamento dei contrapposti diritti deve realizzarsi in concreto, tenendo conto dei mezzi che la tecnica mette a disposizione degli interessati e dello stato dei luoghi, e nel rispetto di eventuali restrizioni o modalità di installazione inserite nel regolamento condominiale.

Rileva questo Giudice che lo stato, la funzione e l’uso dei luoghi quale descritto, fanno ritenere che l’installazione di un condizionatore sulla facciata condominiale, seppur collocate all’interno della propria terrazza, anche se, astrattamente, non configgente con la destinazione d’uso della stessa facciata, determini una obiettiva modifica del decoro del fabbricato ed un’alterazione delle sue linee architettoniche, della sua simmetria della sua estetica, laddove confligge con la oggettivazione di tali elementi compiuta nella delibera condominiale del 29 luglio 2019 e del 12 novembre 2019.

Queste, infatti, hanno inteso specificare, il generale dettato dell’art. 5 del regolamento condominiale contrattuale che, prevede l’installazione delle unità esterne in ordine all’altezza delle predisposizioni esistenti, od in mancanza all’altezza del piano di calpestio delle terrazze e comunque in modo da non essere visibili dall’esterno.

Né confligge con tale rilievo l’esistenza di altre circostanze, evidenziate da parte convenuta, che non sono decisive ai fini della risoluzione della presente controversia, quale quella relativa alla esistenza di altri condizionatori su altra facciata condominiale nelle vicinanze. Circostanze tutte che non legittimano certamente l’ulteriore aggravio del decoro dell’immobile complessivamente considerato, come oggettivizzato dalla assemblea condominiale, che rimane l’unica a poter formare la volontà condominiale, laddove la stessa ha ritenuto che per quella specifica facciata oggetto del presente giudizio l’oggettivizzazione del decoro condominiale escludesse la presenza di condizionatori così come apposti.  

Da tali rilievi ne consegue, in estrema sintesi, che la convenuta, in assenza di autorizzazione fornita dalla assemblea condominiale, ha illegittimamente installato le suddette unità, violando le disposizioni del regolamento condominiale, che hanno carattere vincolante e costituiscono obbligo per i condomini prevalendo sull’interesse dei singoli, nonché l’art. 1102 c.c. e determinando una alterazione del decoro condominiale, così come oggettivizzato dalla assemblea condominiale.

Tenuto conto di tali osservazioni, ritiene questo Giudice che deve accogliersi la domanda del condominio attore e va condannata parte convenuta alla rimozione dei motori a servizio dell’impianto di condizionamento del suo appartamento posto sulla facciata condominiale. Lavori da eseguirsi a cura e spese di parte convenuta entro il termine di sei mesi dalla notifica della sentenza, considerato congruo in relazione alla natura e all’entità degli interventi da compiersi ed ai luoghi nei quali dovranno essere eseguite le opere.”

Umberto Anitori

Esperto nell’amministrazione di condomini, professione che svolge in Viterbo e a Roma da 40 anni. E’ docente incaricato nei corsi di formazione delle primarie associazioni di categoria e per gli enti di formazione. Consulente immobiliare per numerose aziende di primaria importanza. Già segretario nazionale dell’ANACI ha al suo attivo numerose pubblicazioni che riguardano la materia dei condomini e la loro amministrazione oltre alla partecipazione a programmi televisivi di approfondimento nelle reti Rai e Mediaset. Svolge oggi il ruolo di capo redattore della testata condominio.it coadiuvato da uno staff di legali, tecnici ed esperti del settore.