L’amministratore in prorogatio non può essere revocato

da | Feb 16, 2022 | Amministrare il condominio, Amministratore, Assemblea, Corte d'Appello, Sentenze

Corte D’Appello di Lecce Seconda Sezione Ordinanza n. 15/2022 del 10/01/2022

La Corte salentina nel revocare un provvedimento del tribunale di Brindisi prende atto “che l’orientamento precedente dei giudici di merito (Tribunale Palermo sez. II, 09/11/2018 Tribunale Teramo, 29/06/2016) e anche successivo (Trib. Foggia 6 novembre 2020) e che questa Corte condivide, è invece ad escludere la revoca giudiziale dell’amministratore in prorogatio.

È pacifico che l’amministratore di condominio uscente, quale che sia il motivo della cessazione – scadenza del mandato, revoca, dimissioni – rimanga in carica fino a quando non venga nominato un sostituto. L’obbligo giuridico dell’amministratore di condominio postula quindi che, in mancanza di nomina o in presenza di conferma avvenuta con maggioranza insufficiente, l’amministratore rimanga in carica con tutti i poteri; tale situazione si protrae fino ad una nuova nomina che può avvenire ad opera dell’assemblea, del giudice su ricorso anche di un solo condomino anche su ricorso dello stesso amministratore.

La prorogatio imperii, in buona sostanza, è finalizzata all’interesse del condominio alla continuità dell’amministratore e pertanto la stessa opera non solo nei casi di scadenza del termine o di dimissioni, ma anche nei casi di revoca o di annullamento per illegittimità della relativa delibera di nomina (Cass. civ., sez. II, 27 marzo 2003, n. 4531). I compiti dell’amministratore in regime di prorogatio, devono limitarsi a quelli che, secondo il criterio del “buon padre di famiglia”, appaiono indifferibili e Firmato Da: omissis…. A questo proposito, il punto nodale della questione in esame riguarda il coordinamento tra la disciplina della revoca giudiziale dell’amministratore di condominio e quello della prorogatio imperii. Alla scadenza del termine prefissato per la carica di amministratore, il mandato si estingue per legge e, per ovviare ad una mancata nomina immediata di altro amministratore, quest’ultimo assume la prorogatio imperii, continuando ad esercitare i suoi poteri provvisoriamente.

Da qui, la conseguenza inevitabile che non si può revocare giudizialmente un amministratore non più in carica, ma si può agire indirettamente solo per la nomina giudiziale di un nuovo amministratore. Il mandato si estingue ipso jure alla scadenza del termine, pertanto viene a mancare il presupposto in forza del quale può essere esercitata la domanda di revoca (Trib. Roma 26 novembre 2018); il ricorso per la revoca , viola il principio della sovranità dell’assemblea che ha il potere di decidere sulla revoca sottoponendo la stessa al voto, e quindi all’effettiva manifestazione di volontà, di tutti gli altri condomini. Il singolo condomino può, invece, legittimamente richiedere all’autorità giudiziaria un provvedimento ex art. 1105 c.c. che disponga la nomina di un nuovo amministratore, previa dimostrazione che l’assemblea non abbia provveduto in tal senso (Trib. Teramo 29 giugno 2016); il ricorso, insomma, è inammissibile poiché rivolto nei confronti di un amministratore per il quale l’incarico è già scaduto (Trib. Catania 10 febbraio 2014).”

Umberto Anitori

Esperto nell’amministrazione di condomini, professione che svolge in Viterbo e a Roma da 40 anni. E’ docente incaricato nei corsi di formazione delle primarie associazioni di categoria e per gli enti di formazione. Consulente immobiliare per numerose aziende di primaria importanza. Già segretario nazionale dell’ANACI ha al suo attivo numerose pubblicazioni che riguardano la materia dei condomini e la loro amministrazione oltre alla partecipazione a programmi televisivi di approfondimento nelle reti Rai e Mediaset. Svolge oggi il ruolo di capo redattore della testata condominio.it coadiuvato da uno staff di legali, tecnici ed esperti del settore.