IVIE, IMPOSTA SUGLI IMMOBILI DETENUTI ALL’ESTERO

da | Gen 5, 2022 | Tassazione

SI TRATTA DELL’IMPOSTA PERCENTUALE DA PAGARE SUL VALORE DELL’IMMOBILE ALL’ESTERO

L’IVIE è l’imposta di tipo patrimoniale sul valore degli immobili situati all’estero introdotta in Italia dal 2012. Si tratta di un’imposizione periodica e costante, stabilita in percentuale in base al valore dell’immobile, che deve essere pagata ogni anno da tutti i proprietari residenti in Italia di immobili situati al di fuori del territorio nazionale, anche i titolari di altri diritti reali. Vediamo tutto quello che c’è da sapere sull’imposta patrimoniale sugli immobili all’estero.

Chi deve versare l’IVIE

L’imposta è dovuta dai:

  • proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali per natura o per destinazione destinati ad attività d’impresa o di lavoro autonomo;
  • titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi;
  • concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali;
  • locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

Immobili esenti IVIE

Dal 1° gennaio 2016 l’imposta non si applica al possesso degli immobili adibiti a:

  • abitazione principale (e per le relative pertinenze);
  • casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, purché in Italia non risultino classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Calcolo IVIE

La base imponibile da utilizzare per il calcolo dell’imposta è rappresentata dal valore del bene, che cambia a seconda dello Stato in cui è situato l’immobile:

  • per i Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (Norvegia e Islanda) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare è prioritariamente quello catastale, così come è determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato, per l’assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale, oppure di altre imposte determinate sulla base del valore degli immobili, anche se gli immobili sono pervenuti per successione o donazione. In mancanza del valore catastale, si fa riferimento al costo che risulta dall’atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile;
  • per gli altri Stati, il valore dell’immobile è costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Aliquota IVIE

L’aliquota da moltiplicare per la base imponibile, al fine di ottenere l’importo da versare, è pari, ordinariamente, allo 0,76% del valore degli immobili, ed è calcolata in proporzione alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali il possesso c’è stato.

Aliquota IVIE ridotta

L’aliquota scende allo 0,4% se gli immobili esteri che non rientrano nelle categorie catastali italiane A/1, A/8 e A/9 sono adibiti ad abitazione principale ed è possibile detrarre dall’imposta la somma di 200 euro, se non si possiede già in Italia un immobile per il quale si sono ottenute le medesime agevolazioni IMU.

Agevolazioni IVIE

Dall’IVIE è possibile dedurre l’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile e, per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla UE o aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, è possibile sottrarre anche l’eventuale eccedenza di imposta reddituale estera sugli stessi immobili, non utilizzata come credito IRPEF (articolo 165 del TUIR).

IVIE non dovuta

Il versamento non è dovuto se l’importo complessivo, calcolato a prescindere da quote e periodo di possesso e senza tenere conto delle detrazioni previste per lo scomputo dei crediti di imposta non supera i 200 euro.

Versamento IVIE

L’IVIE va versata seguendo le stesse regole IRPEF, con le stesse scadenze sia per l’acconto che per il saldo. Il valore degli immobili situati all’estero deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi compilando il quadro RW.

Codici tributo IVIE

Gli importi vanno versati con il modello F24. I codici tributo da utilizzare sono:

  • “4041” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – SALDO”;
  • “4042” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – SALDO”;
  • “4044” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO PRIMA RATA”;
  • “4045” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE”;
  • “4046” denominato “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – ACCONTO” . (Fonte: PMI.it)

Umberto Anitori

Esperto nell’amministrazione di condomini, professione che svolge in Viterbo e a Roma da 40 anni. E’ docente incaricato nei corsi di formazione delle primarie associazioni di categoria e per gli enti di formazione. Consulente immobiliare per numerose aziende di primaria importanza. Già segretario nazionale dell’ANACI ha al suo attivo numerose pubblicazioni che riguardano la materia dei condomini e la loro amministrazione oltre alla partecipazione a programmi televisivi di approfondimento nelle reti Rai e Mediaset. Svolge oggi il ruolo di capo redattore della testata condominio.it coadiuvato da uno staff di legali, tecnici ed esperti del settore.