Barriere architettoniche in condominio

da | Giu 22, 2021 | Amministrare il condominio

Le regole sulle barriere architettoniche in condominio (opere di installazione di montascale, rampa per sedia a rotelle, ecc…), hanno subito varie modifiche.

Il condomino interessato all’abbattimento delle barriere architettoniche, può rivolgersi all’amministratore di condominio al fine di convocare l’assemblea per deliberare l’esecuzione di questi interventi.

Il condomino sottoporrà all’amministratore una richiesta scritta, con l’esatta indicazione del contenuto e delle modalità di esecuzione degli interventi.

L’amministratore convocherà l’assemblea entro 30 giorni, e la relativa delibera può essere approvata con la maggioranza degli intervenuti alla riunione (50%+1), purché questi rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio, ossia almeno 500 millesimi.

Una volta approvati, i costi dei lavori vengono ripartiti tra tutti i condomini in base ai millesimi; infatti, la delibera è valida anche nei confronti dei condomini dissenzienti, ed è obbligatoria anche per questi, che sono tenuti al pagamento delle spese delle opere deliberate in proporzione alla quota millesimale di loro competenza.

Barriere architettoniche – definizione

Le barriere architettonica sono tutti gli ostacoli, fisici e non, che limitano o impediscono gli spostamenti e la fruizione di servizi, soprattutto ai portati di handicap (art. 2 decreto del ministro dei Lavori Pubblici 236/89). La condizione di disabile dev’essere accertata dalla speciale commissione prevista dalla legge 104 del 1992.

La costruzione ascensori per portatori di handicap può anche non rispettare le regole sulle distanze legali, dovendosi considerare l’ascensore alla stregua di un impianto indispensabile ai fini di una civile abitabilità in sintonia con l’evoluzione delle esigenze generali dei cittadini.

Redazione

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