I rimborsi delle spese – Ultima Parte

da | Mag 5, 2019 | Amministrare il condominio, Amministratore

Per quanto riguarda le spese che il comproprietario ha sostenuto per le modifiche del bene comune (non necessarie alla conservazione dello stesso), il rimborso è disciplinato dall’art. 1102 cod. civ., il quale stabilisce che “ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa“.

Inoltre la Cassazione, con sentenza n. 7763 del 2012 dice: “la Sentenza n. 11747/2003 con cui la Suprema Corte, peraltro in conformità del consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, ha statuito che, in considerazione della diversità di funzione e di fondamento delle spese per la conservazione e delle spese per il godimento delle parti comuni, nel caso di trascuranza degli altri comunisti il comproprietario che le abbia anticipate ha diritto al rimborso esclusivamente delle spese per la conservazione del bene comune, alle quali fa espresso riferimento l’art. 1110 cod. civ., e non pure per quelle relative al godimento“.

Dette spese gravano su colui che le ha sostenute per avere un miglior godimento del bene.

Spese per le “innovazioni”

Infine in tema di spese per le innovazioni, la disciplina è dettata da varie disposizioni del codice civile, tra le quali: artt. 1105, 1108, 1110, 1118, 1120, 1121, 1123.

Per eseguire delle innovazioni, la normativa prevede specifiche maggioranze; invece per le spese necessarie alla conservazione e per il godimento sono generalmente possibili in caso di trascuranza, di non mutamento della destinazione d’uso e di non limitazione del diritto altrui.

Se una parte dei comproprietari avessero realizzato delle innovazioni a loro spese, queste apparterrebbero ai soggetti che le hanno impiantate a loro spese; fatta salva la facoltà degli altri di partecipare successivamente all’innovazione, divenendo partecipi della comproprietà dell’opera e dei relativi  vantaggi, con l’obbligo di pagarne pro quota le spese di esecuzione.

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