Affitto in nero – Prima Parte

da | Apr 29, 2019 | Amministrare il condominio, Amministratore, Compravendita, Immobiliare e... Dintorni

Quali sono i rischi per l’inquilino e il padrone di casa, nell’ipotesi di omessa registrazione del contratto di locazione?

Innanzitutto quando si parla di affitto in nero, si fa riferimento ad un contratto di affitto non dichiarato all’Agenzia delle Entrate, in sintesi non viene effettuata la registrazione, obbligatoria per legge; quindi il contratto viene scritto e non registrato oppure viene stipulato verbalmente e, di conseguenza non registrato.

Si considera affitto in nero anche quando viene registrato un contratto con un canone più basso rispetto a quello effettivamente versato dall’inquilino. In questo modo il padrone di casa pagherà meno imposte.

Conseguenze

L’affitto in nero comporta due tipologie di conseguenze: una di carattere civilistico e coinvolge i rapporti tra le due parti; l’altra di carattere fiscale e coinvolge le due parti con il fisco.

Ad esempio, la legge ritiene che l’affitto non registrato è nullo, e il contratto non esiste per il nostro ordinamento, e non può essere fatto valere davanti al giudice; quindi se una delle parti non rispetta gli accordi, l’altra parte in linea di massima non può ricorrere al tribunale per ottenere difesa.

Evasione fiscale

Da un punto di vista fiscale l’affitto in nero rappresenta l’evasione di due imposte: la prima è l’imposta di registro; la seconda è l’Irpef che il locatore sconta sui canoni mensili.

Dell’evasione dell’imposta di registro rispondono sia il locatore che il conduttore in solido. Invece dell’evasione dell’Irpef risponde solo il locatore perché l’imposta grava su un reddito che solo quest’ultimo percepisce (ossia il canone di locazione).

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