Infiltrazioni d’acqua in condominio – Prima Parte

da | Gen 21, 2019 | Amministrare il condominio, Amministratore

In caso di infiltrazioni d’acqua in condominio, la relativa responsabilità per i danni prodotti, rientra nella categoria dei danni da cose in custodia, e dovranno essere risarciti in base al contenuto dell’art. 2051 codice civile: ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

Il rapporto di custodia

Secondo il contenuto dell’art. 2051, detta responsabilità presuppone l’esistenza di un rapporto di custodia con la “cosa”, quindi un collegamento di fatto tra il soggetto custode e la cosa medesima, in modo che lo stesso possa controllarla e, rimuovere eventuali situazioni di pericolo; atteso che solo il custode, esercitando tale potere di fatto sulla cosa, può adottare tutte quelle cautele atte ad evitare quei danni prevedibilmente derivabili dalla cosa custodita.

Il nesso di causalità

Perché sussista la responsabilità è sufficiente che il danno sia stato prodotto dalla cosa medesima, infatti importante è il nesso di causalità: rapporto tra l’evento dannoso e la cosa in custodia, rimanendo irrilevante la condotta del custode, ossia se lo stesso sia stato o meno diligente nell’esercizio del suo potere di fatto sul bene, conseguentemente, del tutto estraneo, ai fini della responsabilità, risulterà il comportamento del custode (Cassazione sentenza n. 4476 del 2011).

L’onere della prova

Sul danneggiato graverà l’onere di dare prova dell’esistenza del nesso causale tra la cosa e il danno subito; il custode invece, per essere esonerato da responsabilità, dovrà dimostrare che il danno è dipeso da caso fortuito, quindi da un fattore esterno imprevedibile ed eccezionale tale da interrompere il predetto nesso di causalità, tra i quali a pieno titolo rientrano anche il fatto del terzo e quello dello stesso danneggiato.

Il caso fortuito può comunque essere integrato dal fatto colposo dello stesso danneggiato, è però necessario che risulti anche escluso, con onere probatorio a carico del custode, qualunque collegamento fra il modo di essere della cosa e l’evento dannoso, così da individuarne la causa esclusiva nella condotta del danneggiato e da far recedere la condizione della cosa in custodia a mera occasione o “teatro” della vicenda produttiva di danno (Cassazione, sentenza n. 2479 del 2018).

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