Lendinara – “Atene del polesine”

da | Nov 20, 2018 | Curiosità

Lendinara è un comune italiano situato nel nord-est della penisola italiana, nella provincia di Rovigo in Veneto.

Ha una popolazione di 11.802 abitanti, ed è attraversata dal fiume Adigetto, e a nord il suo territorio è lambito del fiume Adige che la divide dalla Provincia di Padova.

Lendinara è un centro importante dal punto di vista storico, artistico, culturale e religioso, infatti, fin dal XVIII secolo, infatti, la città viene omaggiata con l’appellativo di “Atene del polesine” per i tesori artistici che racchiude. La sua storia, inoltre, si intreccia con quella del Risorgimento.

Molto rilevante e meta di pellegrinaggi è il Santuario della Beata Vergine del Pilastrello.

Riportiamo di seguito, un importante articolo elaborato da Anna BELLINI (nella foto), studentessa universitaria che collabora con la biblioteca del Paese, tratto dal giornale on line per il quale scrive: it. Rovigo, sezione it. Lendinara:

“Lendinara, un tuffo nel passato. Dalla sua nascita al suo amore per la cultura!

Già dall’antica Roma, alcuni ritrovamenti di monete ed urne cinerarie, attestano che il territorio lendinarese era già abitato dai nostri antenati. Molte ipotesi confermano insediamenti più antichi di origine medio orientale. Il nome Lendenaria, appare per la prima volta nel 944 in un documento di papa Marino II al vescovo di Adria. Tuttavia, nel cuore dei cittadini, la fondazione del nome è attribuita all’eroe troiano Antenore. Altre teorie, sostengono che il nome abbia radice celtica o germanica. Invece, ai Longobardi si conferisce la fondazione di un posto militare fortificato: il Castello di Lendinara. Notizie di dubbia storicità, fanno risalire all’870 la venuta di Uberto Cattaneo a Lendinara. Ricco feudatario veronese.

Per ben quattro secoli, Lendinara è legata a questa famiglia distinguendosi dagli altri centri polesani come, “illustre Castello, arricchito di molte fabbriche, torri e colta popolazione”, riferisce Ludovico Antonio Muratori.          

Lendinara, si trovava alla sinistra dell’Adige (l’attuale Adigetto) chiuso dalle mura in cui i residenti vivevano la loro quotidianità. D’altro canto, la chiesa di Santa Sofia, la chiesa ed il convento di San Biagio erano all’esterno delle fortificazioni dove attorno a questi centri religiosi presero vita le contrade.

Tuttavia, verso il Duecento, a causa della restrizione dell’Adige, fu necessario costruire un ponte che collegasse la chiesa alla piazza principale di Lendinara, piazza Risorgimento.

Lo sviluppo rapido di Lendinara

Rapido fu lo sviluppo del paese, testimoniato dalla nascita di numerose chiese. Il borgo fu sede, nel 1340, di un importantissimo convegno di alleanza politica contro Mastino II della Scala, condottiero italiano scaligero. Nondimeno, alcuni documenti antichi dell’Archivio di Stato di Modena, spiegano gli eventi che portarono alla dissoluzione della signoria Cattaneo. Prima che Padova ottenesse nel 1294 Lendinara attraverso un trattato, ci fu un passaggio per via di matrimoni, da Nicolò ed Alberico da Lendinara  ai Sambonifacio (nel 1247) e delle quote di Azzo Cattaneo al genero Badoero Badoer nel 1268. Fu così che i primi podestà padovani vennero a Lendinara. Sebbene la dinastia Cattaneo fosse sparita dalla città, non scomparì del tutto perché conservarono molti diritti feudali.

Lendinara oggi

Durante i secoli, Lendinara è conquistata da diverse famiglie. Infatti, sotto la guida dei gran Signori estensi: Nicolò, Lionello, Borso ed Ercole, Lendinara vive un periodo prosperoso favorita dai doni della cultura e dell’arte dei Canozi che confermano la viva partecipazione rinascimentale del paese lendinarese.

Durante la fine dell’800 ed i primi del ‘900, vengono costruiti nuovi edifici: la fabbrica dei concimi, lo jutificio e lo zuccherificio. Nel periodo fascista, è eletto un podestà e sciolto il consiglio comunale. Tra il 1924 ed il 1940 vengono eseguite fondamentali opere di rinnovamento urbano, con nuove strade e nuovi ponti.

In più, la piazza Risorgimento è ampliata con la demolizione di un isolato e la creazione della Cassa di Risparmio. Dopo l’ultima guerra sono eretti: la colonna con il leone di San Marco, un monumento a San Francesco ed uno al Fucilato di Pericle Fazzini.

Oggi, Lendinara è culla di tantissime influenze storiche. Musa della cultura polesana che valorizza l’arte del territorio come il Museo degli Artisti Polesani della Biblioteca Comunale. Madre di personalità di spicco come il critico d’arte Giuseppe Marchiori, il poeta Angelo Rasi e lo storiografo Antonio Cappellini. Ogni sprazzo dell’antica Lendenaria, dona una vena poetica e come scrisse Marc’ Antonio Priuli ne, “Relazione” (1525), Lendinara “la se ritrova altri do beli Casteli, Lendenara et la Badia […] luogi civil, massime Lendenara, ben populadi et lor cittadini […] accomodadi di fachultà […]”.

Redazione

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