Sopraelevazione dell’edificio condominiale – Prima Parte

da | Apr 28, 2018 | Leggi e normative

L’azione si prescrive?

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 20288 dell’agosto 2017, ha stabilito che l’azione di accertamento negativo per far valere l’inesistenza del diritto di sopraelevare, ed ottenendo la demolizione dell’opera che mina la stabilità dell’edificio può essere esercitata senza limiti di tempo, dunque è imprescrittibile.

Il quadro normativo in tema di sopraelevazione

L’articolo 1127, comma 1 del codice civile, prevede che il proprietario esclusivo dell’ultimo piano (o del lastrico solare) possa effettuare interventi di sopraelevazione, realizzando un’opera nuova oltre l’ultimo piano. Ciò però con alcuni limiti: innanzitutto il terzo comma, prevede il diritto degli altri condomini di opporsi alla sopraelevazione “se questa pregiudica l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero diminuisce notevolmente l’aria e la luce dei piani sottostanti”.

Inoltre vi è l’obbligo a colui che pone in essere l’opera (quarto comma), di corrispondere un’indennità agli altri proprietari, nonché l’obbligo di ricostruire il lastrico solare.

La sopraelevazione è comunque inammissibile qualora “le condizioni statiche dell’edificio non la consentano”.

Il diritto degli altri condomini

Gli altri condomini possono opporsi all’opera che alteri il decoro dell’edificio condominiale o ne pregiudichi la stabilità.

Detto diritto può essere esercitato anche dopo l’effettiva realizzazione dell’opera, agendo nei confronti del proprietario dell’ultimo piano per ottenere la condanna, il ripristino dei luoghi e il risarcimento dei danni.

Ci si è dunque posti il problema relativo alla sussistenza di un termine di prescrizione, entro il quale la facoltà all’opposizione possa, essere esercitata.

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Redazione

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