I condomini morosi restano senza TV

da | Mar 2, 2018 | Amministrare il condominio, Codice Civile

Se il condomino è moroso, il condominio non può sospendere i servizi essenziali e indispensabili, ma, come ha stabilito il Tribunale di Bologna, con ordinanza del 15 settembre 2017, può procedere al distacco dell’antenna tv centralizzata nei confronti del condomino che non paga.

La fattispecie

Un condominio presentava ricorso ex articolo 700 c.p.c. nei confronti di un condomino, per ottenere l’autorizzazione alla sospensione dei servizi centralizzati di riscaldamento e acqua, oltre al distacco dall’antenna televisiva condominiale.

Azioni consentite dall’art. 63, 3° comma Disp. Att. c.c., in caso di morosità permanente, nel pagamento delle quote condominiali. Il condominio aveva già ottenuto decreto ingiuntivo e aveva attivato la procedura esecutiva immobiliare.

Il giudice disponeva il contraddittorio nei confronti del conduttore dell’appartamento.

Venne constatata la durata ultrasemestrale della morosità del condomino, e certa era la possibilità di godimento separato dei servizi comuni di riscaldamento e acqua; per cui il giudice dichiarava sussistenti i presupposti dell’art. 63, 3° comma, Disp. Att. c.c., in base al quale”in caso di mora nel pagamento dei contributi che si sia protratta per un semestre, l’amministratore può sospendere il condomino moroso dalla fruizione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato“.

La TV non è servizio essenziale

Il giudice distinse tra i servizi essenziali e non, in relazione alla tutela del diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione, e confermando la giurisprudenza in base alla quale i servizi di riscaldamento e acqua non possono essere sospesi in quanto diritti primari, “ovviamente non è servizio essenziale l’utilizzo dell’antenna televisiva centralizzata”. Tuttavia, ha osservato che “quanto meno per i servizi comuni principali sopra indicati – l’istituto qui in discussione va in ogni caso riguardato come extrema ratio“.

Tale situazione non è ravvisabile se, come nel caso specifico, il condominio “abbia attivato, con il pignoramento, una procedura esecutiva immobiliare nei confronti del condomino moroso, con due conseguenti effetti: a) la possibilità di chiedere al G.E. la sostituzione immediata del custode del bene pignorato in vece del debitore esecutato, con conseguente acquisizione dei frutti derivanti dalla locazione dello stesso oltre che il pagamento delle spese condominiali relative; b) l’attivazione del nuovo custode in ordine alla liberazione dell’immobile, fra l’altro, in caso di inadempienza ai predetti obblighi“.

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