Utilizzo illegittimo del bene comune – Seconda Parte

da | Ago 23, 2017 | Amministrare il condominio, Cassazione, Sentenze

Il ricorso per Cassazione

Il condomino soccombente in secondo grado, si rivolse alla Corte di Cassazione, adducendo la violazione e falsa applicazione dell’articolo 1102 codice civile, e il vizio di motivazione.

Il lastrico solare infatti, era accessibile esclusivamente dall’appartamento dello stesso che, utilizza solo in parte, senza nessun pregiudizio per gli altri condomini.

Il principio affermato dalla Corte di Cassazione

La Suprema Corte sostiene che: “l’uso della cosa comune da parte di ciascun condomino è sottoposto, secondo il disposto dell’art. 1102 c.c., a due fondamentali limitazioni, consistenti nel divieto di alterare la destinazione della cosa comune e nell’obbligo di consentirne un uso paritetico agli altri condomini. Simmetricamente, la norma in parola, intesa, altresì, ad assicurare al singolo partecipante, quanto all’esercizio concreto del suo diritto, le maggiori possibilità di godimento della cosa, legittima quest’ultimo, entro i limiti ora ricordati, a servirsi di essa anche per fini esclusivamente propri, traendone ogni possibile utilità, non potendosi intendere la nozione di “uso paritetico” in termini di assoluta identità di utilizzazione della “res”, poiché una lettura in tal senso della norma “de qua”, in una dimensione spaziale o temporale, comporterebbe il sostanziale divieto, per ciascun condomino, di fare, della cosa comune, qualsiasi uso particolare a proprio vantaggio”.

Il caso specifico affrontato dai giudici

La Cassazione inoltre sottolineava che la Corte d’Appello, non ha tenuto conto che il più ampio uso del bene comune, da parte del singolo condomino, non comporta ne una lesione ne una limitazione dei diritti degli altri, e doveva verificare piuttosto, se la collocazione delle opere poste in essere dal condomino, determinava una definitiva sottrazione della porzione di bene comune ad ogni possibilità di futura utilizzazione degli altri condomini, con limitazioni e compromissione della sua funzione di copertura e protezione delle sottostanti unità immobiliari; oppure se la non significativa portata degli interventi realizzati e l’adeguatezza dell’intervento abbiano lasciato intatta la destinazione principale del bene.

Il ricorso venne accolto e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d’Appello che doveva decidere in base  a tali principi.

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