Utilizzo illegittimo del bene comune in condominio – Prima Parte

da | Ago 22, 2017 | Amministrare il condominio, Codice Civile, Leggi e normative

La previsione del codice civile

Il codice civile, all’articolo 1102, prevede che tutti i partecipanti al condominio possono servirsi della cosa comune, senza però alterarne la destinazione e senza impedire agli altri condomini il pari uso.

I condomini, possono anche apportare a proprie spese modificazioni per favorire il miglior godimento della cosa stessa.

Le condizioni a cui l’utilizzo della cosa comune è sottoposto sono due, innanzitutto il divieto di alterare la destinazione d’uso del bene; in secondo luogo, l’obbligo di garantire in ogni caso il pari utilizzo nei confronti degli altri partecipanti al condominio.

L’utilizzo del bene comune

L’uso paritetico non deve essere inteso come un uso identico da parte dei condomini, è sufficiente che gli altri partecipanti alla comunione siano in grado di poter soddisfare anche le loro potenziali esigenze.

In sintesi, se il bene comune è utilizzato dal singolo condomino, occorre verificare se lo specifico uso possa comportare una definitiva sottrazione del bene alla disponibilità degli altri condomini ovvero se con tale utilizzo sia rimasta invariata la destinazione principale del bene, come sancisce la Corte di Cassazione con ordinanza n. 16260,  del giugno scorso.

La fattispecie concreta

La Corte di Cassazione, ha trattato un caso relativo ad un condomino che, secondo il condominio, dopo aver trasformato una finestra del proprio appartamento in una porta finestra, per poter accedere al lastrico solare attraverso tre scalini, e aver installato una ringhiera e della attrezzatura da giardino, alterava il bene condominiale in un bene ad uso esclusivo.

La Corte d’Appello condannava il condomino a rimuovere le ringhiere, le fioriere e le altre mobilie poste sul lastrico solare di proprietà condominiale.

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