CONDOMINIO E IL DECORO ARCHITETTONICO – Seconda Parte

da | Ago 2, 2017 | Amministrare il condominio

Il concetto di estetica secondo la giurisprudenza

La giurisprudenza, quando parla di estetica, non si riferisce solo agli immobili di pregio con particolari decorazioni, ma anche agli immobili  che costituiscono “condomini normali“; quando  “possa individuarsi nel fabbricato una linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia“, come sostiene la Cassazione con sentenza n. 8830 del 2008, e può riguardare anche l’interno di un condominio.

Per cui scale, pianerottoli e gli elementi in genere che incidono sulla linea armonica interna, non possono subire modifiche senza il rispetto delle maggioranze previste dalla legge.

Le maggioranze richieste

Per quanto riguarda le maggioranze richieste per modificare il decoro architettonico, il legislatore non prevede nulla di espresso, per cui dovrà essere fatta una lettura delle diverse norme che regolano le attribuzioni dell’assemblea e le relative maggioranze, per capire quale sia il quorum necessario.

Il riferimento è comunque l’ultimo comma dell’articolo 1120 codice civile, che vieta le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza dello stabile, alterarne il decoro architettonico o rendere talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

Evidenziando che le innovazioni, devono essere votate da almeno, la maggioranza dei partecipanti al condominio che rappresenti i 2/3 del valore dell’edificio,di conseguenza, questa maggioranza, non è sufficiente per l’approvazione di delibera che modifichi il decoro architettonico.

La modifica del decoro architettonico

La modifica del decoro architettonico di un immobile, richiede una votazione o un accordo extra -assembleare, unanime da parte di tutti i partecipanti al condominio.

Il divieto sancito da codice civile non è assoluto, per cui una decisione adottata dall’assemblea all’unanimità può legittimamente derogarlo.

La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, n. 4806 del 2005, aveva chiarito che i concetti di nullità e annullabilità riferiti alle delibere assembleari, proprio nel caso della delibera relativa al decoro architettonico i dubbi permangono.

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