Ripartizione delle spese dell’acqua in condominio

da | Apr 26, 2017 | Amministrare il condominio, Codice Civile

Ripartizione delle spese dell’acqua, articolo 1123 codice civile

La disciplina sulla ripartizione  delle spese dell’acqua in condominio, è stabilita dall’articolo 1123 codice civile: “Ripartizione delle spese“.

Esso stabilisce che “le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione“.

E’ ammessa deroga in caso vi sia una normativa convenzionale, come ad esempio un accordo tra i condomini contenuto nel regolamento, nel quel vengano previste modalità di divisione diverse.

La presenza dei contatori

In caso di esistenza di singoli contatori per unità immobiliare e uno relativo all’acqua utilizzata negli spazi comuni, il condomino pagherà in relazione al contratto di somministrazione col proprio gestore, invece le spese comuni saranno divise in base al criterio generale.

La Corte di Cassazione con sentenza n. 17557 del 2014, ha previsto che “in tema di condominio, fatta salva la diversa disciplina convenzionale, la ripartizione delle spese della bolletta dell’acqua, in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare, va effettuata in base ai valori millesimali delle singole proprietà, sicché è viziata, per intrinseca irragionevolezza, la delibera assembleare, assunta a maggioranza, che  esenti al contempo dalla contribuzione i condomini i cui appartamenti siano rimasti vuoti nel corso dell’anno“.

Interpretazione dell’articolo 1123 codice civile

La Cassazione ha dato interpretazione dell’articolo 1123 codice civile, e sottolinea che il primo comma stabilisce un principio di suddivisione della spesa di tutti i beni e servizi di cui i condomini godono comunemente, basato sulla corrispondenza proporzionale tra l’onere e il valore della proprietà di cui ciascun condomino è titolare.

Sempre che non siano cose destinate a servire i condomini in modalità differenti, in quanto le spese verrebbero divise in relazione all’uso che ciascuno può farne.

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Redazione

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