Consiglio dei condomini e la riforma

da | Mar 6, 2017 | Amministrare il condominio, Codice Civile, Leggi e normative

Consiglio dei condomini, articolo 1130 bis c.c.

Il consiglio dei condomini, è un organo, che insieme all’amministratore e all’assemblea, agisce per conto del condominio; esso era originariamente previsto dai regolamenti, con attribuzione di compiti consultivi e di controllo.

Con la riforma del condominio, Legge n. 220/2012, è stato disciplinato espressamente, al secondo comma dell’articolo 1130 bis codice civile: “l’assemblea può anche nominare, oltre all’amministratore, un consiglio di condominio composto da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità immobiliari. Il consiglio ha funzioni consultive e di controllo“.

L’articolo in questione, fa riferimento alle unità immobiliari, per cui l’intenzione del legislatore, è quella di consentire l’istituzione del consiglio dei condomini, solo nei condomini con almeno dodici partecipanti.

Consiglio dei condomini, perché costituirlo

L’istituzione del consiglio dei condomini, quale organo collegiale atecnico, fa fronte all’esigenza di dare un sostegno all’amministratore nello svolgimento delle proprie funzioni, supportandolo e creando un punto d’incontro tra lo stesso e i singoli condomini;  filtrando le singole esigenze, svolgendo anche una  funzione consultiva verso l’assemblea, grazie ai propri pareri, inoltre controlla la gestione e l’operato dell’amministratore, affinché siano svolti nell’interesse esclusivo della collettività.

Consiglio dei condomini, quorum

Per la formazione del consiglio dei condomini e la nomina dei singoli consiglieri, il quorum richiesto per la delibera è della  maggioranza degli intervenuti all’assemblea che rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio; il numero dei membri del consiglio è stabilito dall’assemblea; da evidenziare, che se il condominio è costituito da almeno 12 unità immobiliari, secondo l’espressa previsione di legge, non può essere inferiore a 3.

Consiglio dei condomini, durata

La durata dell’incarico del consiglio può essere a tempo indeterminato, oppure , come l’amministratore, durare un anno, con prorogatio della carica per i consiglieri uscenti, in caso di impossibilità di rielezione per mancanza del quorum.

E’ il regolamento del condominio a contenere la relativa disciplina, oppure l’assemblea, la quale, oltre ad istituirlo con propria deliberazione, provvederà a delinearne i compiti, e la durata.
E’ escluso che il consiglio possa esercitare poteri spettanti per legge all’assemblea.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

 

 

 

Redazione

La Redazione di Condominio.it è composta da giornalisti esperti nel settore, da professionisti e tecnici che operano da tempo nel campo dell'amministrazione e gestione dei condomini. Fanno parte inoltre del nostro Comitato di redazione docenti universitari, presidenti e membri dei direttivi delle associazioni di categoria, avvocati, ingegneri, geometri, agenti immobiliari e consulenti operanti nel settore immobiliare e tecnico.