Impianto di scarico delle acque nei condomini

da | Gen 26, 2017 | Amministrare il condominio, Codice Civile, Curiosità, Sentenze

Impianto di scarico delle acque: parti comuni ai sensi dell’articolo 1117 codice civile

L’impianto di scarico delle acque, è considerato ai sensi dell’articolo 1117 codice civile, parte comune, tale articolo infatti oltre ad elencare una serie di beni, ritiene che siano comuni anche quelle parti del fabbricato, che si trovano in relazione strutturale o funzionale rispetto all’edificio, e per tale ragione, si possa presumere la destinazione all’uso comune.

Per destinazione all’uso comune, s’intende l’idoneità del bene ad essere utilizzato per tale fine; quindi, salvo che il contratto non faccia previsioni diverse, si considerano beni comuni sia  quelli elencati nell’art. 1117 codice civile, sia quelli ad essi assimilabili in relazione alla destinazione al comune godimento o al servizio delle proprietà esclusive, come disposto dalla Cassazione, sentenza n.1806, dell’ 8 febbraio 2012.

Impianto di scarico delle acque: presunzione di comproprietà

L’impianto di scarico delle acque, soggiace alla presunzione di comproprietà, prevista dall’art. 1117 codice civile, numero 3; si tratta di quella “parte dell’impianto che raccoglie le acque provenienti dagli appartamenti, e che ha dunque l’attitudine all’uso ed al godimento collettivo, con esclusione delle condutture, compresi raccordi di collegamento, che sviluppandosi da detta colonna condominiale di scarico, servono un appartamento di proprietà esclusiva” (Cassazione, sentenza del  25 giugno 2012, n.10584 ).

Riassumendo, “la proprietà dei tubi di scarico dei singoli condomini arriva fino al punto del loro raccordo con l’innesto nella colonna verticale, all’altezza di ciascun piano dell’edificio mentre la parte della colonna di scarico che, all’altezza dei singoli piani dell’edificio condominiale, funge da raccordo tra tale colonna e lo scarico dei singoli appartamenti (braga) va qualificato come bene condominiale, proprio in relazione alla sua funzione e in quanto strutturalmente collegata al tratto verticale dello scarico del quale costituisce parte essenziale”.

Impianto di scarico delle acque: ripartizione delle spese

Secondo l’articolo 1123, comma 1, codice civile, la ripartizione delle spese di riparazione sarà effettuata sulla base della proprietà comune o esclusiva, saranno a carico di tutti i condomini le spese per le riparazioni delle tubature comuni e a carico dei rispettivi proprietari le spese per le riparazioni effettuate nelle parti in cui le tubazioni si diramano verso i singoli appartamenti.

Se i tubi di scarico servono solo una parte del fabbricato, le eventuali spese, sono a carico dei condomini che ne traggono utilità, se invece si tratta di spese per un bene comune destinato a servire i condomini in misura diversa devono essere ripartite in base all’uso che ciascuno dei condomini può fare secondo il criterio indicato all’art. 1123, comma secondo, codice civile.

Viene meno la presunzione di comproprietà se i beni,  i servizi e gli impianti di uso comune, per oggettivi elementi  materiali e funzionali, sono necessari per l’uso o  il  servizio non di tutto l’edificio, ma di una sola parte di esso.

Impianto di scarico delle acque: costruzione di nuovi canali

In caso di costruzione di nuovi canali di scarico e di una nuova fognatura, al fine di sostituire il vecchio sistema di scarico, a pozzi perdenti, con altro collegato direttamente alla fogna comunale; le spese,  sono suddivise  tra i condomini in misura proporzionale al valore delle singole proprietà esclusive ai sensi della prima parte dell’art. 1123 cod. civ., e non in base all’uso che ciascuno di essi ne fa, come previsto dal secondo comma dell’art. 1123,  sempre che i condotti costituiscano un unico impianto non divisibile, parte integrante del medesimo condotto principale nel quale confluiscono e senza del quale non potrebbero funzionare, questo è un principio ormai radicato in giurisprudenza, Cassazione, sentenza 12 ottobre 1979, n. 533.

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