Condomino moroso: art. 63 Disp. Att. Codice Civile

da | Dic 15, 2016 | Amministrare il condominio, Amministratore, Codice Civile

Condomino moroso principi di riferimento

In tema di condomino moroso, i principi di riferimento sono nell’articolo 63 Disposizioni per l’Attuazione del Codice Civile, il quale  fa una serie di previsioni; l’amministratore per incassare i contributi determinati in base alla ripartizione approvata dall’assemblea, senza nessuna autorizzazione, può ottenere decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, e sarà onerato di comunicare ai creditori non soddisfatti, che si rivolgano a lui,  i dati dei condomini morosi.

Inoltre i vari creditori dovranno escutere prima i condomini morosi e solo successivamente rivolgersi a coloro che sono in regola con i pagamenti.

Colui che eventualmente  subentrerà nei diritti di un condomino, sarà obbligato in solido  al pagamento dei contributi relativi all’anno corrente e a quello precedente.

Il condomino che cede i diritti su unità immobiliari resta obbligato in solido con l’avente causa per i contributi generati fino a quando viene data  all’amministratore copia autentica del titolo col quale viene trasferito del diritto.

Sospensione del condomino moroso dal godimento dei servizi comuni

L’articolo 63 Disp. Att. Codice Civile, al terzo comma prevede che, se il condomino moroso non paga i contributi per un intero semestre, l’amministratore può disporre la sospensione del condomino moroso dal godimento dei servizi comuni che possono essere fruiti separatamente.

La formulazione di questa disposizione a seguito della riforma del 2012, sembra intendere che all’amministratore sia concessa una facoltà di sospendere, non un obbligo, tranne nel caso in cui  l’assemblea abbia deliberato in tal senso, indicando quando e il tipo di fornitura, suscettibile di godimento separato, da sospendere.

Condominio moroso: potere di sospensione e giurisprudenza contrastante

Il “potere di sospensione” dell’amministratore, è indubbiamente un potere  particolarmente afflittivo, infatti potrebbe incidere sul godimento di servizi essenziali (acqua, riscaldamento, luce, ecc.), anche garantiti dall’articolo 32 della Costituzione (tutela del diritto alla salute); come confermato dall’ordinanza del 24 ottobre 2013 del Tribunale di Milano, che ha sottolineato “come la sospensione del servizio, nello specifico, del riscaldamento, non fosse possibile in quanto bene primario costituzionalmente protetto”.

Contrario l’orientamento dei Tribunali di Roma di Brescia, quest’ultimo, con  ordinanze del 17 febbraio e del 21 maggio 2014, ha ordinato al condomino moroso di permettere ai tecnici  incaricati dal condominio, di accedere all’interno dei locali di sua proprietà,  per  sospendere la fornitura di riscaldamento, attraverso il blocco del flusso di acqua dalle tubature del condominio verso i radiatori all’interno dell’unità immobiliare dello stesso condomino moroso.

Il Tribunale di Modena, con ordinanza del  5 giugno 2015, pronunciata in corso di giudizio cautelare, ha ritenuto che: “atteso che il disposto normativo dell’art. 63, 3 c., disp. att. c.c. attribuisce -in via di autotutela e senza ricorrere previamente al giudice- all’amministratore condominiale il potere di sospendere al condomino moroso l’utilizzazione dei servizi comuni suscettibili di godimento separato, e, dopo la modifica normativa che ha eliminato la previsione “ove il regolamento lo consenta”, l’esercizio di tale potere configura un potere-dovere dell’amministratore condominiale il cui esercizio è legittimo ove, come nel caso di specie, la sospensione sia effettuata intervenendo esclusivamente sulle parti comuni dell’impianto, senza incidere sulle parti di proprietà esclusiva del condomino moroso”.

© condominio.it – tutti i diritti riservati

Redazione

La Redazione di Condominio.it è composta da giornalisti esperti nel settore, da professionisti e tecnici che operano da tempo nel campo dell'amministrazione e gestione dei condomini. Fanno parte inoltre del nostro Comitato di redazione docenti universitari, presidenti e membri dei direttivi delle associazioni di categoria, avvocati, ingegneri, geometri, agenti immobiliari e consulenti operanti nel settore immobiliare e tecnico.