Conto corrente condominiale: obbligo di istituzione

da | Dic 2, 2016 | Amministrare il condominio, Amministratore

Conto corrente condominiale: funzione 

L’amministratore di condominio, fino a qualche anno fa, aveva l’onere di aprire un conto corrente condominiale, solo nell’ipotesi in cui fosse previsto dal regolamento di condominio o a seguito di espressa  delibera dell’assemblea.

Dal 18 giugno 2013, data di entrata in vigore della Riforma, l’articolo 9 della Legge 11 dicembre 2012, n. 220, ha apportato grandi cambiamenti all’articolo 1229 codice civile, introducendo al settimo comma,  una grandissima  novità, e cioè  l’obbligo da parte dell’amministratore di condominio, di far passare tutte le somme relative all’organizzazione del condominio stesso, in un particolare conto corrente detto condominiale.

Tale previsione, ha lo scopo, di evitare la generazione di confusione tra il patrimonio personale dell’amministratore e quelli dei vari condomini che amministra.

Il Legislatore ha dunque recepito un principio che da molto tempo veniva affermato in giurisprudenza;

prevedendo che l’obbligo di apertura di un conto corrente condominiale abbia carattere imperativo, come previsto espressamente dall’articolo 1138, comma 4, codice civile, che prevede l’inderogabilità dell’art. 1129 codice civile, anche da parte di un eventuale regolamento di natura contrattuale.

Conto corrente condominiale e poteri dei condomini

Il conto corrente condominiale, potrà essere bancario o anche postale, e verrà intestato allo stesso condominio e sarà facilmente accessibile a  tutti i condomini, grazie all’intervento dall’amministratore.

Il singolo condomino, sarà legittimato in qualsiasi momento, a chiedere e ricevere, con spese a suo carico, eventuali copie della rendicontazione contabile.

Sarà comunque l’amministratore, in quanto rappresentante dei condomini,  appositamente nominato con delibera, a gestire tale conto corrente condominiale.
Nel caso in cui l’amministratore non provveda all’apertura o all’utilizzo del conto corrente condominiale,  i condomini possono chiedere che sia convocata l’assemblea per far venire meno l’omissione o addirittura revocare il mandato all’amministratore.
Se ciò non avviene, ciascun condomino potrà  ricorrere al giudice competente, e se la sua domanda verrà accolta, per le spese legali, potrà rivalersi sul condominio, che a sua volta si rifarà  sull’amministratore inadempiente.

 

Questa nuova previsione serve a garantire trasparenza e informazione, in merito all’amministrazione del denaro dei condomini, in modo che tutti i condomini possano essere consapevoli di come vengono destinati i propri esborsi; ha anche la funzione di dare chiarezza e facile comprensibilità alla gestione condominiale.

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