Il valore fiscale di un immobile

da | Lug 2, 2011 | Tassazione

La compravendita di un appartamento è soggetta all’imposta di registro, con le tre diverse aliquote: del 7% per i fabbricati ad uso abitativo (appartamenti, box, cantine, uffici …); dell’ 8% per gli altri fabbricati e i suoli edificatori e del 15% per i fabbricati rurali. A queste percentuali si aggiungono, poi, l’imposta ipotecaria (aliquota del 2%) e l’imposta catastale (aliquota dell’1%). Ricordiamo che per coloro che hanno i requisiti per acquistare la prima casa, l’imposta di registro è al 3% e le imposte ipotecarie e catastali sono fisse. Se, invece l’atto è soggetto ad IVA, si pagano tre imposte fisse (di registro, ipotecaria e catastale). Assolto al Registro si aggiungono l’imposta di bollo, la tassa per l’archivio notarile e i diritti per la trascrizione che si possono forfetizzare in 250 euro.

Va ricordato che l’Ufficio delle Entrate non può procedere ad accertamento di valore se il prezzo è pari o superiore al valore fiscale dell’immobile. Come si ottiene il valore fiscale? Moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente prestabilito.

Ecco di seguito la base imponibile per il calcolo delle imposte di registro, ipotecarie e catastali:

– per i terreni si moltiplica il reddito dominicale per 112,5;

– per i fabbricati C/1 ed E si moltiplica la rendita catastale per 42,84;

– per i fabbricati A/10 e D si moltiplica la rendita catastale per 63;

– per tutti gli altri fabbricati (quindi per le abitazioni) occorre moltiplicare la rendita catastale per 126.

 

 

Redazione

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