La sicurezza degli impianti negli edifici

da | Mag 16, 2008 | Amministrare il condominio

Il nuovo regolamento, entrato in vigore il 27 marzo 2008, modifica ed integra i disposti della Legge n. 46/1990 e del relativo regolamento di esecuzione di cui al D.P.R. n. 447/1991. Rimane la classificazione degli impianti di cui alla previgente normativa e precisamente (art. 1, comma 2, D.M. n. 37/2008), con l’aggiunta di alcune precisazioni ed estensioni in materia di manutenzione, obblighi di comunicazioni alla P.A. in caso di modifiche dei medesimi e di conservazione delle documentazioni e/o certificazioni degli impianti stessi, infine viene posto, a carico del venditore o del locatore di immobili, l’obbligo di riportare nell’atto di trasferimento la garanzia in merito alla conformità degli impianti.
Gli impianti soggetti alla norma sono quelli presenti negli edifici e pertinenze, a partire dal punto di consegna dell’Ente distributore, qualunque sia la loro destinazione d’uso. Nella precedente normativa si applicava solo agli edifici residenziali, con l’estensione, per i soli impianti elettrici, a tutti gli altri edifici indipendentemente dalla loro destinazione d’uso. In particolare gli impianti soggetti sono quelli di seguito indicati.
A) Impianti di produzione, trasformazione, trasporto distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, già previsti dalla legge n. 46/1990, a cui sono stati aggiunti gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere.
B) Impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere, in analogia con la normativa previgente.
C) Impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura e specie, mentre sono state aggiunte le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali.
D) Impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura e specie. Questa definizione è più generica e meno differenziata da quella preesistente.
E) Impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo: anche in questo ca so la definizione è più generica e meno differenziata da quella preesistente; inoltre sono stateinserite le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali.
F) Impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili, in analogia con la normativa previgente G) impianti di protezione antincendio: in questo caso non vi è più il limite relativo al numero degli idranti o degli apparecchi di rilevamento. Il decreto precisa anche che gli impianti o parti di impianto che sono soggetti a requisiti di sicurezza prescritti in attuazione della normativa comunitaria, ovvero normativa specifica, non sono disciplinati, per tali aspetti, dalle disposizioni del medesimo. Fatte salve le maggiori precisazioni che vengono introdotte sulle dichiarazioni di conformità, sulle modalità di manutenzione, obblighi di progettazione, ecc., peraltro già disciplinate dalla previgente normativa, le novità di maggiore rilievo sono essenzialmente due.
– Art. 11 «Deposito presso lo sportello unico per l’edilizia del progetto, della dichiarazione di conformità o del certificato di collaudo».
Questo articolo introduce un obbligo ulteriore direttamente a carico dell’impresa esecutrice dei lavori, relativo alla documentazione sugli impianti eseguiti. In caso di rifacimento o installazione degli impianti di cui sopra all’interno di edifici per i quali sia già stato rilasciato il certificato di agibilità, è fatto obbligo di depositare entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori la dichiarazione di conformità e il progetto dell’impianto, o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.
La suddetta documentazione deve essere presentata dall’impresa esecutrice presso lo sportello unico dell’edilizia del comune in cui è ubicato l’impianto. Restano fermi gli obblighi, a carico del proprietario dell’immobile in cui gli impianti sono installati, in materia di au torizzazioni urbanistiche per le opere edilizie connesse, ai sensi del D.P.R. n. 380/2001. E’ bene chiarire che detto obbligo è da osservare anche se per la realizzazione o modifica dell’impianto non vengono eseguiti lavori soggetti ad autorizzazionepreventiva o a Denuncia di Inizio Attività ai fini urbanistici.
– Art. 13 «Documentazione».
Tutti i soggetti destinatari del decreto sono obbligati:
A) a conservare la documentazione amministrativa e tecnica relativa agli impianti, nonché il libretto d’uso e manutenzione: detta documentazione dovrà essere consegnata all’avente titolo in caso di trasferimento dell’immobile (vendita, donazione, cessione di usufrutto, ecc.);
B) l’atto di trasferimento deve riportare la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contenere in allegato la dichiarazione di conformità degli impianti;
C) nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia più reperibile, per gli impianti eseguiti prima del 27 marzo 2008, può essere sostituita da una dichiarazione di rispondenza dei medesimi, resa da professionista iscritto all’Albo Professionale che abbia esercitato la professione nel settore impiantistico da almeno cinque anni. Dette documentazioni possono anche essere omesse, poiché la norma introduce una sorta di “sanatoria”, in quanto introduce il principio «salvo espressi patti contrari». In questo modo, se le parti, prima della stipula dell’atto, si accordano in qualsiasi modo di non allegare i documenti richiesti i medesimi possono essere omessi, sempreché il venditore, in mala fede o con colpa grave, non abbia taciuto al compratore i vizi della cosa (art. 1490, secondo comma C.C.). In pratica per derogare alla prevista responsabilità di chi vende, è necessario che, nella clausola di garanzia del venditore, le parti limitino o escludano tale garanzia, a seguito della dichiarazione del venditore e presa d’atto del compratore circa la non conformità o la possibile non conformità di ciascun impianto alle norme di sicurezza ad esso applicabili. Infine si rammenta che le stesse disposizioni valgono anche in caso di locazione, comodato, ecc. di un immobile, indipendentemente dalla sua destinazione d’uso.
Fonte: Newspages – arch. Gustavo Gherardi – Consigliere IRCAT

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